Code Terminali

CODE DI TOPO

Le code di topo si dividono in due tipi:

  1. Code galleggianti
  2. Code affondanti

Le code galleggianti a loro volta si dividono in:

  1. Code a doppio fuso
  2. Code decentrate
  3. Shoting taper

 

Le code più usate sono le doppio fuso. Le code D T (double taper) sono lunghe da circa 23 metri delle 3M a circa 32 metri delle Cortland. Sono fatte da una punta (tip) da una parte decrescente e da una parte più grossa chiamata taper dagli Americani. La particolarità di queste code è che quando è consumata da una parte si può girare e rimane come nuova.

Le code decentrate hanno come particolarità che il peso è tutto spostato in avanti e sorvono in particolar modo quando c’è il vento.

In questi ultimi anni sono uscite sul mercato code con dei profili particolari che secondo il costruttore hanno caratteristiche simili a una doppio fuso quando si deve lanciare corto e diventano come le decentrate quando si deve lanciare lungo.

Le code affondanti si differenziano tra di loro per il grado di affondamento che va da uno a quattro.

Esistono poi le code shoting taper sia galleggianti che affondanti , sono code lunghe nove metri e si attaccano ad una level (coda molto sottile con profilo diritto) oppure addirittura al baking od al cobra ( filo di nylon di grosso spessore piatto).

Le shoting taper galleggianti sono poco usate servono quasi esclusivamente per fare lunghe distanze e si usano solo sui laghi, mentre il discorso cambia se si parla di shoting taper affondanti che per il loro molto più facile utilizzo stanno soppiantando le code affondanti tradizionali.

 

FINALI

Il finale deve essere il naturale prolungamento della coda. Di finali in commercio ce ne sono di vari tipi ossia in naylon a nodi, in treccia, tubolari, in fili ritorti, in naylon conico.

Parliamo di finali a nodi che possiamo costruirci da soli .  Abbiamo detto che il finale è la naturale prolunga della coda quindi deve essere fatto come una mezza coda in miniatura, allorra avrà una parte di potenza, una parte conica e una parte finale dove si deve attaccare la mosca.

La lunghezza del finale dipende da dove lo si deve utilizzare diciamo che in torrente spesso ventosi occorre velocità di distensione e precisione, spesso si lancia con pochissima coda fuori dalla canna perciò il finale deve essere corto e di regola sensibilmente più breve della canna quindi con la potenza lunga e la conicità corta, anche la parte finale deve essere corto circa 50/60 cm.

 

Avremo quindi un finale così composto:

dia. 0,45 0,40 0,35 0,30 0,25 0,20 0,16 0,14
cm 95 13 12 10 8 7 6 55

 

Avremo ottenuto un finale di circa 2 metri molto veloce:

In ambienti più grandi con lame di corrente rotte da ostacoli il maggior nemico è il dragaggio della mosca, per evitarlo può rendersi utile un finale che fatichi a distendersi completamente consentendo passate più lunghe, una maggior lunghezza totale ed un tratto terminale di oltre un metro rendono la cosa già possibile.

 

Avremo un finale così composto:

dia. 0,45 0,40 0,35 0,30 0,25 0,20 0,16 0,14 0,12 0,10
cm 120 20 18 16 14 12 10 8 6 100

 

  Avremo un finale di circa tre metri con buona capacità di distensione:

Allungando in percentuale gli spezzoni di nylon si possono ottenere finali adatti ai vari tipi di acque in cui ci capiterà di pescare.

 

 

NYLON

Se il nylon che si usa per costruirsi i propri finali non è adatto diventa una cosa penosa pescare, il naylon ideale deve saper perdere la memoria con una semplice trazione delle dita, voglio ricordare che bastano le mani per stirare i terminali, usare gli tendifilo in commercio molto spesso rovina il nylon.

Un’altra buona dote che deve avere il nylon è la capacità mimetica quindi scarsa lucentezza. La marca più comunemente usata e che ha queste caratteristiche è il “KROIIC GT ultimamente ho trovato molto buono anche il “PLATIL SOFT UNIVERSAL” ed in particolar modo il tedesco “MAXIMA” che però non si riesce a reperire nei grossi diametri.

Parlando di nodi troverete in allegato un foglio con la dimostrazione dei vari nodi, ricordo che è importante che durante la costruzione dei nodi le spire non si devono mai accavallare e devono essere almeno sette. Si ricorda inoltre che il naylon non va bagnato come invece si afferma da più parti è meglio rischiare di stirare un po’ la superficie del nylon piuttosto che lubrificarlo aumentando la stretta e creando così microtraumi di maggior entità, anche perché questi stiramenti sono solo brutti da vedere ma non comportano nessun danno al terminale.